Biografia

Lapo Gargani nasce a Firenze nel 1972. Da sempre appassionato di arte e pittura, lavora fin da giovanissimo nel campo della decorazione e del restauro pittorico e parallelamente, nel 1995, inizia la sua carriera artistica. Riceve nel corso degli anni attestati importanti come ad esempio il XXIV Premio Firenze nel 2006, il Premio Italia nel 2007, la segnalazione come “Artista da seguire” sulla rivista Exibart nel 2009. Collabora con scrittori e musicisti: nel 2013 firma le scenografie in Palazzo Pitti per il concerto del jazzista danese Jesper Bodilsen, per il quale realizza anche la copertina dell’album, dal titolo “Acouspace Plus”, uscito nel 2016. Nel 2015 Lapo Gargani realizza un importante lavoro che lo impegna per quasi un anno dedicato a Vinicio Capossela, che viene pubblicato nel volume di Laura Rizzo “Canzoni a Manovella”. Importante è l’incontro con la curatrice d’arte e di eventi Gisella Guarducci nel 2016, che attualmente lo segue nel suo percorso artistico. Le opere di Lapo Gargani sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Produzione artistica

La produzione di Lapo Gargani affonda le sue radici nel disegno e nello studio attento e meticoloso di immagini, fotografie e testi, che l’artista esplora, indaga, seleziona e rielabora. Trasparenze, graffiti, scalfitture nella materia, composizioni a collage e tocchi precisi di colore, sono tratti riconoscibili della mano dell’artista, che è sempre attento a realizzare opere dall’impeccabile equilibrio compositivo, dove dominano le tonalità cerulee, che variano dal blu profondo all’azzurro-grigio. Lapo Gargani inizia dunque la sua opera dal disegno (Disegni): con  fluida e disinvolta abilità delinea su carta – con inchiostro, sanguigna, matita o carboncino – figure, oggetti, dettagli essenziali di un paesaggio, che vengono poi trasposti sulla tela e avvolti nel colore e nella materia (Prospettive possibili, Altrove, Foresta Rossa). Accostamenti cromatici giocati con maestria fanno emergere le zone di luce e delineano quelle di ombra. A volte il bianco, usato puro o mescolato con la vernice, sembra abbagliare l’osservatore, mentre il nero mescolato al blu lo risucchia nelle profondità di un vorticoso abisso. Le opere di Lapo Gargani evocano proiezioni oltre i confini del reale, ma anche immersioni nell’abisso del passato e dei ricordi. La produzione di Lapo Gargani è un viaggio in cui è possibile perdersi e poi ritrovarsi: un percorso alla ricerca di una verità, carico di fascino e di mistero.

Prospettive possibili

Rappresentazioni di spiagge deserte, scenari irreali, pontili abbandonati sospesi tra realtà ed immaginazione. Prospettive possibili: immagini cariche di un raffinato fascino, di una bellezza ancestrale e di un silenzio evocativo. Visioni di paesaggi che sono solo in attesa di accogliere il loro eroe. Nessun Achille, Ulisse o Enea, ma l’uomo in sé, l’artista, che, abbandonando le certezze ed un caldo e rassicurante focolare domestico, ha deciso di mettersi in viaggio per esplorare nuovi territori e insoliti orizzonti, guidato solo dal proprio istinto e dalla volontà di trovare se stesso e una verità oltre il contingente. Il buio sembra troppo intenso per lasciar trasparire un paesaggio oltre il sentiero (Passaggio nella notte), la nebbia appare molto fitta e densa per lasciar immaginare cosa si celi oltre l’orizzonte (Viaggio infinito), ma la direzione del viaggio è tracciata, evidenziata dalle linee compositive prospettiche che definiscono lo spazio e sono un invito a proseguire con fermezza un viaggio che porterà sicuramente ad una trasformazione e ad una rinascita dell’eroe. L’artista e l’osservatore devono solo varcare la soglia (Il Passaggio) ed incamminarsi verso quell’ignoto divenire, riempiendo quel silenzio evocativo con il rumore dei propri passi sul legno scricchiolante.

Femme

Figure femminili ritratte in un unico ed irripetibile istante di dolce malinconia, maliziosa gestualità, intimo raccoglimento. Tagli compositivi audaci. Silhouette che emergono attraverso un netto contrasto cromatico da uno sfondo che appare talvolta simbolo di atmosfere incontaminate, protette e ovattate (La ragazza del cotone/Blu Tango), altre volte sono invece metafora di incubi ed inquietanti ricordi (Lontananza/Pensieri). Con pennellate misurate, composte, ma al tempo stesso dense di materia pittorica, l’artista cristallizza la femminilità in ritratti che non hanno però un volto riconoscibile, ma possiedono un’identità universale, in cui ciascuna donna può riconoscersi. Molte delle opere della serie “Femme” sono state acquistate da collezionisti privati.

Foresta rossa

Dotato di un’innata sensibilità cromatica e di un’abilità tecnica riconosciuta, sviluppatasi nel tempo anche grazie al lavoro di artigiano nel settore della decorazione e del restauro, Lapo Gargani dipinge foreste irreali, arbusti con chiome infuocate, immersi in paesaggi polari, che al primo sguardo non possono che lasciare attonito lo spettatore. Sovrapposizioni di strati di colore consentono scalfitture sulla tessitura materica che definiscono silhouette di arbusti in lontananza (Le ultime foglie). La natura diventa lo specchio dell’anima dell’artista, che si lascia lentamente avvolgere dal quel fuoco, dall’energia creativa inebriante e travolgente, che tutto crea e nulla distrugge, ma solo trasforma (Red Forest).

Altrove

Rappresentazioni di scenari dove spesso ritroviamo come elemento reale una esile scala che volge verso un altrove, un luogo oltre il quotidiano che sembra indicare una via di fuga dal melmoso presente. Una scala a pioli, un percorso ascensionale che invita l’individuo a spingersi sempre oltre, al di là dei propri limiti, sfidando il buio, la notte, l’ignoto. Ricorrono anche in questi dipinti le tonalità preferite di Lapo Gargani, che vanno dal tortora al blu, dagli azzurri più pacati fino a giungere ad un brillante bianco. Accostamenti cromatici giocati con maestria per far emergere zone di luce e di ombra. Sprofondare negli abissi o proiettarsi oltre i confini del reale?

Disegni

Tutta la produzione di Lapo Gargani affonda le radici nel disegno e nella capacità fluida e disinvolta di delineare figure, contorni, di cogliere attraverso la matita, la penna ad inchiostro o il carboncino, fugaci attimi. La ricerca di Lapo Gargani parte dunque da uno studio attento e meticoloso che trova forma prima di tutto nel disegno e poi esplode e si concretizza con il colore, la materia, l’aggiungere, il togliere, il lavorare con la spatola, con graffiti, scalfitture, tocchi precisi e chirurgici di colore.

Testo a cura di Maddalena Grazzini

Contatti:

www.lapogargani.comgisellaguarducci@hotmail.com

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