Luciano Caruso (1944-2002)

Oggi, 16 dicembre 2017, ricorre il quindicesimo anniversario della morte di Luciano Caruso, fine intellettuale, critico, filosofo, saggista, redattore e direttore di riviste d’avanguardia, prolifico artista, che ha lavorato instancabilmente fino alla fine del suo “viaggio” nel 2002. Non so se gli avrebbe fatto piacere che qualcuno scrivesse un breve contributo su un “supporto digitale” per ricordarlo, soprattutto memore delle sue opere “Il nome del silenzio” e  “La materia della scrittura” e consapevole della sua rivendicazione del ruolo della “scrittura” e della pratica amanuense nella trasmissione dei valori della cultura.

Premetto che non scriverò un saggio e neppure un contributo specialistico sul lavoro di Luciano, ma, a modo mio, vorrei che i lettori del mio blog scoprissero il Caruso e l’eredità che ci ha lasciato: uno straordinario archivio, conservato nel cuore di Firenze (Via Ginori, 23) che accoglie numerosi documenti manoscritti, un consistente numero di sue opere e circa 12.000 volumi fra libri, opuscoli, riviste, che componevano la sua biblioteca.

luciano caruso

luciano caruso

Come ho incontrato Luciano Caruso?

Stavo guardando con curiosità l’ex voto di Yves Klein, una piccola scatoletta di plexiglass con pigmenti di colore rosa e blu e foglia d’oro – esposto nel salone di Donatello nella Basilica San Lorenzo nell’ambito della mostra “Si fece carne. L’arte contemporanea e il sacro” (2015) –  quando sento pronunciare il mio nome da una distinta signora:

“”Dott.ssa Grazzini, buonasera, si ricorda? Ci siamo incontrate l’8 ottobre in occasione del convegno “Il nome delle cose“…Ho trovato molto interessante il suo intervento sulla rappresentazione della conoscenza…Ha visto l’opera che l’Archivio espone?”

Un attimo di panico: chi era la distinta persona che si trovava di fronte a me? Ricordavo benissimo la giornata di studi, ma non riuscivo a ricordare il nome della persona che con un dolce sorriso mi aveva fermato. Con un po’ di vergogna, ma sapendo che a volte non c’è niente di peggio che far finta di sapere con chi stiamo parlando, quando invece non abbiamo la minima idea, chiedo gentilmente di ripresentarci. Questo è stato il primo contatto con Luciano Caruso.

Vi state chiedendo come è possibile? Pensate di esservi persi qualcosa del mio racconto? Niente affatto. Nel 2015, di fronte alla vetrina con l’opera di Klein ho incontrato Sonia Puccetti Caruso,  compagna di vita di Luciano, sua erede e presidente dell’Associazione Archivio Caruso. Sonia, anche direttrice dell’archivio di San Lorenzo, studiosa instancabile e solida “spalla” di Luciano mi ha fatto conoscere Luciano ed il suo lavoro ed è proprio grazie a lei che ho “incontrato Caruso” per la prima volta.

Chi è Luciano Caruso?

Adesso vi riporto anche note importanti della biografia di Luciano Caruso per darvi modo di contestualizzarlo e conoscerlo più da vicino.  Per una correttezza scientifica, le informazioni sono state riprese dal sito dell’Archivio Luciano CarusoNato nel Foglianise nel 1944 e poi cresciuto a Napoli, si trasferisce a Firenze nel 1976. Consegue la laurea in Estetica medievale con una tesi sui Carmina figurata. A Napoli frequenta i pittori del Gruppo 58, che agiscono intorno alla “nuova figurazione”: Mario Persico, Guido Biasi, Enrico Bugli, Bruno Di Bello, Lucio Del Pezzo, Salvatore Paladino… Entra poi in contatto con l’ambiente milanese (tramite Baj, D’Angelo e Manzoni) e parigino (tramite i lettristi, Dufrène e i situazionisti). Fonda poi con il poeta Stelio Maria Martini nel 1967 il gruppo “Continuum” e gli incontri con Martini, Emilio Villa e Mario Diacono a Roma, gli permettono di incanalare i fermenti un po’ disordinati del giovane studente di filosofia in direzione della ricerca estetica militante. Assieme a loro inizia l’avventura che lo ha coinvolto tutta la vita: trovare un modo per rispondere all’insufficienza espressiva della dimensione solo verbale della poesia, arricchendola con l‘elemento visuale e materico della scritturaStudioso del Futurismo, a partire dal 1974 cura la ristampa di numerosi testi futuristi e dirige collane in questo ambito. Tiene numerose mostre personali (saranno in totale oltre 60) e partecipa a tutte le più importanti mostre dedicate alla Nuova scrittura, Poesia visiva, Poesia Visuale, Libri d’artista, in Italia ed all’estero e numerosi sono i suoi contributi, che possiamo ritrovare nel suo Archivio. Luciano Caruso intendeva la vita personale ed artistica come un lungo viaggio: non a caso molti suoi cicli di opere, come “La vita della seta” ed “Atlante“, sono dedicati a questo tema; un cerchio che deve chiudersi, un cammino fatto di tappe, di passaggi che portano in sé il passato ma che rimangono aperti al futuro.

La sua eredità e Luciano Caruso Maps

Quando sono entrata per la prima volta in archivio nel 2015, invitata da Sonia Puccetti Caruso, sono rimasta commossa ed impressionata dalla quantità di materiale presente, ma soprattutto dalla varietà delle opere del Caruso, nelle quali aveva utilizzato materiali e supporti di varia natura: carta, papiro, vetro, pietra, pergamena, plastica, legno, stoffa, metallo, fotografie, nastro magnetico, pellicola, rotocalco, schede perforate, autoadesivi, colla, sassi, legnetti, radici disseccate, pezzi meccanici, polistirolo, foglie ed altro ancora.

 Mi sembrava che ciascun oggetto mi parlasse, avesse voglia di uscire dallo scaffale o dal cassetto in cui era conservato per essere portato in un altro “dove”. E così, forse proprio seguendo questa strana sensazione, il desiderio di portare fuori dal loro luogo abituale gli oggetti e le opere del Caruso, che è nato Luciano Caruso Maps: un’installazione di videomapping, che ho realizzato assieme a Boxedge, nella quale le opere del Caruso, destrutturate e fuori dal loro contesto hanno dialogato con la musica elettronica, creando qualcosa di spettacolare e dal forte impatto emotivo.

L’entrare in contatto con le opere di Luciano Caruso ha risvegliato in me la parte creativa e ha messo in azione la voglia di sperimentare e creare..cosa aspettate a scoprire anche voi l’Archivio e le opere di Luciano Caruso?…sono curiosa di sapere se anche a voi “parleranno”, come “hanno parlato” a me 😉

Le immagini presenti sono state concesse gentilmente dagli eredi di L. Caruso.


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