Seven Art. Oltre ogni conformismo

L’arte rende liberi (M. Baroncini)

Nel corso della storia sono molti i movimenti artistici che si sono susseguiti e si sono affermati attraverso la nascita di collettivi ovvero di nuovi gruppi, nati dal semplice desiderio di alcuni artisti di condividere le proprie ricerche, le tecniche, uno stesso indirizzo estetico, oppure con l’obiettivo di capovolgere la cultura artistica e portare aria fresca e rinnovata nel sistema dell’arte. Ci sono stati gruppi dalla forte connotazione politica, sociale e altri prettamente estetica. Oggi ho il piacere di presentare un nuovo gruppo che è comparso sulla scena fiorentina: Seven Art. Scopriamo assieme da chi è composto, perché è nato e quali progetti porta avanti.

Che cosa e’  Seven Art?

Seven Art è il nome che designa il gruppo artistico costituito da Mauro Baroncini, Filippo Benci, Cristina Falcini, Susi La RosaElena Migliorini, Diana Polo e Carlo Tesori. Accomunati dalla passione per l’arte, i sette artisti, pittori, sperimentatori, artigiani – vedremo in seguito meglio assieme come ciascuno si può definire – hanno deciso di unire le proprie forze e di “fare gruppo” per diffondere l’arte e l’amore per la bellezza con il loro “fare”. Senza alcuna presunzione o arroganza, ma con tanta passione e dedizione, raccontano, ciascuno con il proprio stile e la propria sensibilità, lo stato dell’arte e sono desiderosi di portare il loro “fare arte” in luoghi pubblici per sensibilizzare le persone di tutte le età all’arte e alla bellezza.

Dove e quando nasce Seven Art?

Seven Art nasce a Firenze, ma propone di espandersi e farsi conoscere oltre i confini della città di Fiorenza. La mostra che ha sancito la nascita di Seven Art si è svolta presso il Trebbiolo Relais (Fiesole) dal 26 novembre 2017 all’8 dicembre ed è stata arricchita da una performance, durante la quale gli artisti hanno dipinto un’opera nell’arco di quattro ore circa. Guardando le riprese fatte durante la performance, salta subito agli occhi il clima disteso, l’affetto e la stima che ciascun artista nutre per l’altro. Si può notare la concentrazione sul lavoro da parte di ciascun esponente del gruppo,  ma  c’è sempre il tempo per scambiare due sorrisi, delle parole con il “vicino di tela”. Seven Art è espressione non solo del saper “fare arte” ma anche del “saper condividere l’arte”.

Chi sono i componenti?

I componenti di Seven Art sono quattro donne e tre uomini ed ho deciso di presentarli attraverso un piccolo album fotografico animato e poi attraverso un breve commento. Guardate il breve video (l’album fotografico animato) e poi scoprite qualche dettaglio in più sulla loro arte e la loro personalità.

Mauro Baroncini

A Mauro si deve l’ideazione del nome “Seven Art”. Mario Baroncini è “un’istituzione” per chi frequenta l’ambiente della pittura in Toscana, ed il suo nome è spesso associato alla Casa di Giotto nel Mugello. E’ infatti il segretario dell’associazione culturale “Dalle terre di Giotto e dell’Angelico” che gestisce la casa-museo di Giotto a Vicchio, e coordina numerose iniziative (mostre, incontri culturali, laboratori didattici, corsi d’arte) che vi si svolgono. Mauro porta avanti una pittura figurativa dove l’attenzione per ogni minimo particolare è determinante alla resa della composizione, egli cattura attimi di un passato e li carica di vita, di emozione, i ricordi prendono vita e sono espressione di una forza interiore straordinaria. Mauro Baroncini, seppur riservato, è una persona molto carismatica e mi piace immaginarlo come il capotreno di una locomotiva che da Giotto viaggia verso il futuro. Come perfetto capo locomotiva, Mauro indossa sempre il suo immancabile cappello ed è accompagnato dalla preziosa compagna di viaggio che è la moglie Tina, abilissima fotografa.

Filippo Benci   

Se a Mauro Baroncini si deve il nome Seven Art, è di Filippo Benci la frase timida e al tempo stesso perentoria pronunciata durante il vernissage della collega Diana Polo: “Dobbiamo fare un gruppo”. Da tempo era nell’aria, ma Filippo ha portato alla luce un’esigenza che poi ha preso forma nell’arco di poco tempo. Conosco Filippo da un paio di anni e la sua produzione è sempre ricca di sperimentazioni. Con coraggio è passato dall’arte figurativa all’arte astratta, sfidando anche tutti i pregiudizi e preconcetti ad essa connessi. Filippo racconta con la materia ed il colore, come un abile giornalista, gli eventi del quotidiano e affronta temi sociali: spazia dal racconto di episodi drammatici come il terremoto, le stragi mafiose, alle storie dei migranti e di donne, solo per fare alcuni esempi. E’ timido e ha bisogno talvolta di qualche incoraggiamento, ma il suo modo di dipingere è pieno di personalità, di forza espressiva, di identità.  Filippo è un artista che non smette mai di mettersi in gioco e di confrontarsi sia con altri suoi colleghi che con se stesso ed il suo passato. Mi piace vedere gli occhi di Filippo riempirsi di un “sbrilluccichio” particolare quando timidamente si presenta definendosi un artista che porta all’esterno quello che ha dentro, mi piace quel sbrilluccichio e soprattutto sentire che quelle parole racchiudono una grande verità.

Cristina Falcini

Pittrice di paesaggi, Cristina ama giocare nelle sue composizioni con gli effetti di luce e di ombre; con i suoi  occhi attenti scruta i luoghi che ha attorno per trovare il soggetto dei suoi dipinti. Cristina è un’attenta investigatrice del territorio toscano e si fa interprete di quella tradizione che proprio in Toscana ha visto protagonisti i macchiaioli. Guardando i dipinti di Cristina si ha la sensazione di sentire lo scroscio dell’acqua di un ruscello, il soffio di un leggero vento che muove i fiori nel campo, o ancora si ha la sensazione di sbattere le palpebre per adattare la vista ai giochi di penombra degli scorci che ritrae.

Susi La Rosa

Un vulcano in continuo fermento. Una donna esile di corporatura, che nasconde però un grande carattere. Determinata, passionale, romantica. Susi è l’elemento aggregante nel gruppo – sostengono all’unisono Mauro e Filippo -. Lei porta il mare della sua Sicilia in tutte le sue tele, ora nelle onde rosse e bianche, ora nei suoi monocromi. Ogni suo dipinto ha un titolo nella sua lingua d’origine –  il siciliano – e così anche le parole diventano parte integrante dell’opera stessa. Secondo me Susi aggiunge un ingrediente segreto alle sue tele, perché riesce a rendere animati i ritratti e a trasformare le sue composizioni, ora di frutta, ora invece di dolci, in oggetti della tentazione e del puro desiderio. 

Elena Migliorini

Dopo anni di lavoro nella pubblica amministrazione, finalmente può dedicarsi alla sua grande passione. E’ bravissima nella tecnica dell’acquarello ed è piacevole mirare il suo accostamento di colori e piani compositivi fatti di velature e trasparenze. Il suo sguardo si posa su scene di varia natura, dal paesaggio agreste, all’ambiente urbano fino a raffigurazioni di flora e fauna. I lavori di Elena hanno una forte nota evocativa.

Diana Polo

Accademica, raffinata, di classe. Diana, nata in Sardegna e poi stabilitasi in Toscana, esplora linguaggi differenti quali la  pittura la scultura, l’incisione. La sua arte è espressione di un profondo studio e di una rielaborazione attraverso una conturbante sensibilità femminile. Ogni sua opera è degna di un racconto, le sue sculture sembrano i personaggi usciti dai romanzi misteriosi o da storie piene di intrighi, le sue sculture sono di un fascino ammaliante, che incantano lo spettatore.

Carlo Tesori

Artigiano abilissimo, con una raffinata manualità. Da piccolo dipingeva con i pastelli di cera, realizzava lavori manuali con compensato, mosaici con i sassi di fiume…da grande ha continuato a dipingere, scolpire il legno, creare cose con materiali inusuali e riproporre dei mosaici con  pezzi di vetri. Realizza sculture con le spine di acacia e ciò testimonia la  meticolosità e pazienza che mette nel suo” fare arte”.

Conclusioni

Seven Art è un gruppo che fa della diversità ed identità di ciascun componente un suo punto di forza: lo scambio tra stili e personalità differenti diventa ancora più stimolante.  Il desiderio di confrontarsi, l’amore per l’arte, la volontà di diffondere le cose belle sono i punti attorno ai quali sta crescendo e prendendo sempre più forza il gruppo Seven Art. I sette stanno già progettando una nuova mostra e performance che coinvolgono direttamente anche il pubblico, in modo da portare l’arte stessa fuori da quella “gabbia dorata” in cui spesso viene racchiusa.

… e come non sostenere con entusiasmo questa nuova avventura artistica?



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